 Le dimensioni del corpo franoso erano enormi: due chilometri quadrati di superficie e circa 260 milioni di metri cubi di volume roccioso. Questa massa, da molto tempo instabile, precipitò nel sottostante bacino idroelettrico del Vajont ad una velocità stimata attorno ai 20-25 m/sec. Il fronte compatto già era lambito dalle acque del lago ed aveva una lunghezza di 2000 metri, con un'altezza media di oltre 150 metri. Il tremendo impatto con la sponda opposta portò la frana a risalire anche per più di centosessanta metri, |
sbarrando la valle e modificandola in maniera definitiva. Probabilmente le scaglie e i detriti generati della massa in movimento furono trascinate in avanti riempiendo la gola del Vajont, costituendo quindi uno strato plastico che ha agevolato l'appoggio e lo scorrimento della frana stessa. Questo improvviso accrescimento del corpo franoso entro il bacino della diga permise la formazione dell'onda e determinò le caratteristiche dinamiche della stessa.
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