"Mancava un libro di poesie alla vasta fioritura di testimonianze, studi e ricerche intese a scandagliare,
in questi trentacinque anni, quella che è stata l'immane tragedia del Vajont.
Una valle lacerata, un tessuto umano, sociale e culturale irrimediabilmente compromessi. Ci si può chiedere,
come già hanno fatto insigni pensatori e poeti, come sia possibile scrivere poesia dopo certi orrori della
Storia, e se non sia il silenzio la risposta più adeguata di fronte ad un evento innominabile e intraducibile
che paralizza ed inaridisce la parola. Dubbio senz'altro legittimo quando l'uomo si sente impotente ad
assumere su di se il male di un dramma collettivo la cui portata trascende l'orizzonte della quotidianità.
E la parola, in effetti, può essere insufficiente a tradurre l'intensità della sofferenza, la forza dei
sentimenti e delle emozioni come pure a districare le nebbie dei tortuosi sentieri della memoria.
Ecco allora che, più di ogni altra forma di comunicazione, proprio l'espressione poetica nella sua nuda
essenzialità, nella sua pietrosa tensione sa avvicinarsi all'inesprimibile, sporgersi sull'abisso del
dolore, di inquietudini e angosce, non già per dare delle risposte o per consolare, ma per far emergere
dalle radici dell'essere quei bagliori di speranza che sono l'essenza stessa della vita. (.............)
Poeti, gente comune, testimoni, insegnanti, persone coinvolte nei frequenti gesti di solidarietà accomunati
nella consapevolezza che ogni sentimento, l'amore, la rabbia, il dolore sono espressioni preziose e
incancellabili dello spirito".
Viviana Capraro (Assessore alla Cultura del Comune di Longarone)
Presentazione del libro - VAJONT, il respiro della memoria - |