
   

precedenti storici
La frana del M. Toc del 9 ottobre 1963 sicuramente può definirsi un avvenimento eccezionale viste le sue tragiche conseguenze, ma sicuramente non è stata l'unica nel panorama territoriale di natura montagnosa di questa zona. Da un documento storico che risale a Catullo si deduce che dalle falde del M. Peron, nei pressi del paese di Mas situato alle porte dell'Agordino, si staccò un'enorme frana che sbarrò il passaggio sul fondovalle. Il Taramelli riporta il resoconto di un'altra frana, di dimensioni ancor più grandi, al confine tra le province di Belluno e Treviso, in corrispondenza del Passo di Fadalto e di un'altra nei pressi di Belluno che provocò, a quanto sembra, anche il crollo del ponte sul Piave, che congiungeva Borgo Piave alla città. Dal M. Antelao si ricordano diverse frane a rigoroso intervallo di tempo: 1347, 1737, 1814, 1868 con la
scomparsa dei villaggi di Sala, Taolen, Marceana e con un inventario di danni impressionanti. Settanta abitazioni distrutte, trecento persone morte, quattrocento animali, centinaia di ettari di terreno coltivato sepolti per sempre.......... Nella Conca Ampezzana, nel 1951, dal M. Faloria si staccò una frana con un fronte di circa 200 metri, che arrivò a ridosso del lago di Costalares. Il lago di Alleghe si formò nel 1771 a seguito di una frana caduta dal M. Spiz e che causò anche la sepoltura di tre villaggi: Ariete, Fucine e Merin, sessanta vittime e la morte di un centinaio di bovini. Nella valle di S. Lucano prima nel 1748 e poi nel 1908 e nel 1925 si verificarono delle grosse frane che investirono e distrussero parte dei centri di Prà e Lagunaz, con 28 morti ed una decina di feriti.
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