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teatro e cinematografia

Nel 1993, In occasione del trentennale del disastro del Vajont, a distanza di pochi giorno l'uno dall'altro, sono andate in scena due rappresentazioni teatrali (Drammi).
La prima intitolata "Vajont, il senso della memoria", Dramma in un atto di Roberto Innocente, tratta da un progetto di Sandro Buzzatti, si tenne presso il Palazzetto dello Sport di Longarone, il giorno 29 ottobre 1993, e fu interpretato dalla Associazione Professionisti dello spettacolo per il Nord-Est - Bel Teatro. Fu un tentativo ottimamente riuscito di ricreare un percorso personale "alla memoria" che passasse attraverso una serie di quadri che recitavano le parole dette dai protagonisti della vicenda, dai testimoni, ma anche attraverso parole inventate, giochi teatrali fatti di contrasti, immagini vere e coreografie astratte. Il tutto, scenicamente, guidato da un regista, che rivolgendosi direttamente al pubblico rendeva questo il vero protagonista dell'opera.
La seconda rappresentazione intitolata "Vajont" si tenne invece presso il Teatro Comunale di Belluno, il 5 novembre 1993. Il Dramma, di Maurizio Donadoni (vincitore del premio Riccione di Drammaturgia 1991), fu articolato in quattro atti. I primi due atti comprendevano tutte le vicende storiche che, dal 1937, epoca dei primi progetti della diga, portarono al 9 ottobre 1963, momento del disastro; i rimanenti due atti invece furono dedicati al dopo Vajont e al processo di Cassazione (marzo 1971).

Il testo del Dramma è stato raccolto in un libro intitolato: "Memorie di classe" - Franco Di Mauro Editore.
Una fonte più recente ma altrettanto autorevole la dobbiamo attribuire a Marco Paolini, eclettico artista satirico di origine veneta, che da un palco innalzato nelle vicinanze della diga, ha intrattenuto a viva voce non solo le centinaia di persone accorse per l'evento, ma anche milioni di telespettatori che lo hanno potuto seguire in diretta, sui canali televisivi. La vicenda del Vajont era stata dapprima raccontata nelle case di amici, poi nelle piazze, nei circoli culturali, nelle scuole, negli ospedali, nei centri sociali, nelle fabbriche, alla radio, quindi nei teatri e nei festival. Tutto il materiale prodotto è stato recentemente raccolto in un libro - Il racconto del Vajont - che, per quanto difficile, mantiene abbastanza le caratteristiche della narrazione orale, nata non solo da un approfondito lavoro di documentazione ma soprattutto dall'incontro con migliaia di persone che hanno vissuto in prima linea le fasi della tragedia.
Oltre alle opere sopracitate va ricordato anche un lungometraggio cinematografico.
In questo periodo v'è' in cantiere un film sul Vajont (regista: Renzo Martinelli), che dovrebbe ripercorrere tutte le vicende storiche che hanno portato alla realizzazione della diga fino al disastro finale. La sceneggiatura definitiva (Pietro Calderoni - Renzo Martinelli) è già pronta e forse, già dal prossimo anno, dovrebbero iniziare le riprese.



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