la catastrofe
le vittimela tragediail territoriola dinamica
soccorsi e soccorritoridocumentazione storica

L'enorme massa d'acqua, valutabile attorno ai 300 milioni di mc, che si sollevò a seguito dell'impatto della frana del monte Toc provocò, purtroppo, molte più vittime che feriti. Il loro numero superò, anche se di poco, le 1900 unità (1909 secondo fonti attendibili).
L' 80% delle vittime si registrò lungo la valle del Piave, tra il centro di Longarone, capoluogo di Comune, praticamente distrutto, e le frazioni vicine di Rivalta, Pirago, Faè e Villanova (1450 morti). Un po' più a monte, nel Comune di Castellavazzo, si registrarono 109 vittime; Codissago fu il paese più colpito.
Nella Valle del Vajont i due centri di Erto e Casso furono risparmiati dalla furia delle acque, ma non così le frazioni vicine (158 morti a Frasègn, Le Spesse, Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana e San Martino).
Il cantiere della diga, ancora operativo, e che sorgeva proprio a ridosso della costruzione, fu anch'esso travolto e con esso le 54 persone addette ai lavori.
A queste vittime vanno aggiunte circa 150 persone originarie di altri comuni.
Molti volontari, già dalle prime ore della tragedia, furono impegnati in una importante opera di assistenza nei riguardi dei familiari sopravvissuti. Furono attimi certamente indispensabili per il conforto profuso e perchè, proprio da questi contatti, prese corpo il quadro umano riassuntivo della tragedia ed il suo triste elenco delle vittime.

Longarone il giorno dopo (foto Zanfron) Il cimitero delle vittime, a Fortogna (foto Zanfron)

Longarone il giorno dopo ( foto Zanfron)

Il cimitero delle vittime, a Fortogna ( foto Zanfron)

"Oggi 1800 dei nostri cari non rispondono più all'appello. Non rispondono più: ma sono presenti. Essi sono in questo momento presenti col loro spirito che sopravvive allo sfacelo della morte. E ci parlano. Credo di non sbagliare interpretando la loro voce in questi termini:

"Longaronesi: per la nostra memoria, per i nostri sacrifici,
per la nostra morte, Longarone dovete farla risorgere"

...........e noi certo non tradiremo questa loro consegna".
(dal "Saluto del nuovo Parroco ai Longaronesi" pronunciato il 4 novembre 1963 sulle rovine della Chiesa Parrocchiale).


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